I diari dell’argentina Alejandra Pizarnik (1936-1972), contengono una chiave di lettura alternativa alla prosa – pubblicata dopo la morte dell’autrice – ma strettamente collegata anche alla sua produzione poetica. Essi costituiscono il serbatoio di esperienze e delle inquietudini sorte dalla scrittura autogenetica, che contiene i diversi frammenti dell’io, i vari aspetti della personalità e quel mulinello ossessivo e ossessionante di voci che la abitano. A partire dalle annotazioni dei diari e delle lettere l’analisi affonda successivamente nell’intera opera della poetessa argentina: una deliberata e lucida costruzione a tappe, di tipo iniziatico-formativo, che oltre a rinviare al mestiere di scrivere, evidenziano il progetto surrealista della vita-opera della Pizarnik.