La colletta per trattenere Sforzin, il palo di cemento offerto dall’Eridania, gli emigrati in Svizzera che fanno la fortuna della Juventina di Basilea, la stagione saccarifera, le feste danzanti per finanziare la società e l’elezione di Miss Libertas. Scorci di vita vissuta. Flash back di una storia talmente intrecciata tra sport e vita di tutti i giorni, da fare sembrare il paese come un enorme stadio da calcio e noi lì a bordo campo a prendere appunti. Per questo in molti, forse tutti, possono dire che quella della Libertas Ceggia è ‘la nostra storia’. In questo libro si ripercorrono le vicende della società di calcio, la prima a essere ufficialmente costituita nel Veneto Orientale, facendole raccontare ai protagonisti ed esaltandone gli aspetti umani. Una storia che apre le sue finestre a quello che accadeva nel territorio mentre il calcio teneva legate le persone e occupati i ragazzi in un ambiente sano e protetto. Curioso ed esaltante insieme sarà anche vedere cosa succedeva nel calcio nazionale e internazionale mentre la Libertas Ceggia vinceva nei campi del Veneto. Come ripercorrere le vicende di chi è riuscito ad avere molto dal calcio, calcando palcoscenici importanti e ricostruire la storia degli impianti (a volte dei terreni senza spogliatoi) in cui la squadra si è esibita. Si raccontano le gioie per le vittorie ma anche i dolori e i drammi, il più grande di tutti quello della tragica morte di Federico Viola. E anche qui il paese ha saputo dimostrarsi unito e trarre esempio e insegnamento dai brutti momenti; oggi il Trofeo Viola è ancora uno dei più importanti a livello giovanile. Con tutto questo messo assieme, come si poteva a non fare un libro sulla Libertas? La sua storia è anche un po’ quella della gente che ha fatto crescere Ceggia.